Commemorati i quattro partigiani uccisi 80 anni fa a Capralba

Pubblicato il 17 marzo 2025 • Comune , Cultura

Sabato 15 marzo si è tenutla la commemorazione dell’80esimo anniversario dell’uccisione dei quattro Partigiani a Capralba: Carlo Baruffi, Annunzio Grassi, Francesco Pala e Giovanni Perego.

Hanno partecipaio  il presidente ANPI provincia di Bergamo Mauro Magistrati e il presidente ANPI provincia di Cremona Gian Carlo Corada. Ha relazionato il  prof. Francesco Tadini, con la ricerca “Poco prima dell’alba”. Intermezzi musicali a cura di Gio Bressanelli e Vittorio Formaggia.

Di seguito il discorso introduttivo del sindaco Damiano Cattaneo.

Gentili autorità, rappresentanti delle associazioni ANPI, cari ospiti, cittadine e cittadini, benvenuti!

Ci troviamo stamattina per commemorare l'80esimo anniversario di un tragico evento: l'uccisione dei quattro giovani partigiani caravaggini: Carlo Baruffi, Annunzio Grassi, Francesco Pala e Giovanni Perego, avvenuta circa un mese prima della Liberazione, il 14 marzo 1945, a Capralba.

Un episodio rimasto a lungo poco noto, tant'è che anche le cronache della Resistenza vi dedicarono poche righe.

Sono passati ottant'anni da quel giorno, un periodo lungo, ma vogliamo che il ricordo di questi giovani non si perda, resti vivo. La loro storia, come quella di tante donne e uomini che hanno combattuto per la libertà e la democrazia, è un esempio di sacrificio e di coraggio.

Poco più che ventenni, hanno scelto di non restare a guardare, mentre il loro paese veniva dilaniato dalla guerra e dall'oppressione. Hanno aderito alla Resistenza, consapevoli dei rischi che avrebbero corso, per difendere i valori in cui credevano. Resistere, allora, fu un’assunzione di responsabilità personale. Una disponibilità al sacrificio, una scelta rischiosa fatta come atto di amore per l'Italia e per la propria comunità. Un regalo alle generazioni che sarebbero venute dopo. Le biografie dei nostri partigiani sono piuttosto scarne, ma ci sono degli elementi che le ricerche ci consegnano e che mi piace condividere con voi per delineare il loro carattere. Solo come spunto:

Carlo Baruffi: il più intraprendente dei 4, nelle settimane precedenti lo scontro di Capralba è stato protagonista di un'azione dimostrativa, issando sul campanile di Caravaggio una bandiera rossa di 3 metri per 5;

Annunzio Grassi: dopo varie fughe agli arresti successivi all’8 settembre '43, è stato catturato a Caravaggio e, poiché conosceva la lingua tedesca, è stato trattenuto come interprete. Dopo che gli fu imposto di indossare la divisa tedesca, è fuggito ed è rimasto nascosto.

Ha partecipato a diverse azioni di sabotaggio e di disarmo di militari fascisti;

Francesco Pala: legato all'ambiente dell'oratorio di Caravaggio, per evitare l’arruolamento nell’esercito della repubblica di Salò, è passato alla Resistenza partecipando al disarmo di alcuni soldati delle Brigate Nere a Crema.

Giovanni Perego: meccanico alla ditta Marelli, pure lui legato all'ambiente dell'oratorio di Caravaggio, nel maggio del '44 è passato alle formazioni partigiane.

Questo ci dice che nel momento più buio e drammatico della nostra storia molti italiani, in modo trasversale e a prescindere dalle appartenenze politiche, culturali e religiose, risposero prima di tutto alla loro coscienza, per opporsi alla violenza, alla dittatura, all’ingiustizia. In nome della libertà.

La loro azione non è stata vana. Il loro sacrificio, insieme a quello di tanti altri, ha contribuito a liberare l'Italia dal giogo del fascismo e dell'occupazione nazista.

Grazie anche ai nostri giovani partigiani, oggi possiamo vivere in un paese libero, democratico e solidale.

È nostro dovere – tutti insieme, istituzioni e singoli - mantenere viva la memoria di quanti si sono spesi nel movimento di Liberazione. Non dimentichiamo il sacrificio, il coraggio, l'impegno per gettare le basi di un futuro migliore.

Sappiamo da dove veniamo, quali valori hanno guidato i nostri padri e quali ideali dobbiamo continuare a difendere.

La Resistenza ci ricorda che la libertà non è un dono scontato, ma una conquista che va difesa ogni giorno, con coraggio e determinazione. Ci ricorda che la democrazia è un valore prezioso, che va custodito e protetto da ogni tentativo di minare i suoi fondamenti.

Oggi, mentre commemoriamo l'80esimo anniversario dell’uccisione dei quattro partigiani, vogliamo rinnovare il nostro impegno a difendere questi valori, a lavorare per un futuro di pace, di giustizia e di solidarietà.

Onoriamo dunque la memoria di Carlo, Annunzio, Francesco e Giovanni, e di tutti coloro che hanno combattuto per la libertà e la pace.

La loro memoria è un faro che illumina il nostro cammino collettivo e ci ricorda l'importanza di difendere la Costituzione antifascista e i valori della Repubblica.